Notizie varie e pensieri

fatelo lavorare si......e chi ha idee diverse le faccia camminare

Vorrei che il discorso politico diventasse più  veritiero e meno violento. Che anche i cittadini lo capissero, così magari tornerebbero a votare, che adesso vanno veramente in  pochi, pochissimi. Questo mi trovo a pensare ogni mattina quando metto gli occhi sui giornali o sui social.  Io ad esempio non voglio far secco Renzi, lo hanno  appena scelto iscritti ed elettori Pd, perché io che non sono di quel partito dovrei pretendere un cambio? Vedessero loro. Io so invece che con Renzi e con il Pd che lui dirige da qualche anno non ho in comune quasi nulla in materia di politiche economiche , lavoro e voucher,  politiche sociali, bonus, non buona  scuola , riforma istituzionale ( ma qui siamo stati vari milioni a bocciargliela),decreti sicurezza, tortura e potrei continuare. Dunque vorrei che una Sinistra sensata (non guidata da rancori personali che fanno solo danni), e fatta da tutti coloro che la pensano come la penso io ( e ho la pretesa di credere che  non siamo 4 gatti in croce) prendesse piede e si radicasse in lotte sociali precise nei prossimi sei mesi. Perché non mi convince una sinistra che nasce nelle stanzette o anche in una piazza adascoltare un comizio. Nelle lotte sociali dici chi sei, quali strati sociali rappresenti, verso chi vuoi redistribuire, e sempre nelle lotte sociali crescono anche nuovi dirigenti  che possano guidarla, questa sinistra sensata. Io poi sono d’accordo con chi dice : “fatelo lavorare Renzi, basta con la zavorra del centrosinistra fantasmatico, deve andare da solo con il suo pd e sarà meglio…”.   Io penso da tempo che il centrosinistra come lo raccontano alcuni sia logoro. E non si resuscita con tavoli e tavolini.  Allora se così stessero le cose questi pezzetti di sinistra sparsa devono accettare la sfida. La scelta del Pd di andare da solo al voto  toglie finalmente un alibi ad una discussione finora asfittica, fatta troppo e a volte soltanto di “andiamo con il pd? O non andiamo con il pd?”.  Adesso tocca camminare e giocarsela. E io non vedo altro campo di gioco che non siano le ingiustizie crescenti, la mancanza di futuro dei giovani ,  il lavoro che manca e che quando c’è   è spesso senza tutele, la solitudine dei lavoratori. 

 

La Riforma Costituzionale resta pessima anche se cambiano legge elettorale

 

Essendo da alcuni anni distante dai luoghi della politica penso spesso di non avere più legittimazione a dire la mia opinione pubblicamente. E invece a volte parlare bisogna.

"Ma se votiNo tutto resta uguale ti rendi conto? E tu ti rendi conto che stai incolpando me del fatto che Renzi e la maggioranza che lo sostiene han fatto una pessima Riforma?". Questo è il dialogo tipico che mi trovo a fare in queste settimane.

Io ritengo giusto superare il bicameralismo perfetto ( una sola Camera da la fiducia). Ad esempio un Senato serio (o seconda Camera) e' il Bundesrat tedesco, che non vota   la fiducia ma e' autorevole perche'composto da rappresentanti dei Governi Regionali. 

Qui invece facciamo una sorta di Senato dopolavoro con competenze confuse, composto da consiglieri regionali nominati e con doppio lavoro.

E lasciamo in piedi anche la Conferenza Stato Regioni.

Ritengo anche giusto rivedere la Riforma del titolo V (e pochi possono dirlo a ragione come me che fui una delle 3 o 4 persone a non votarla  quando fu fatta): una strumentale, raffazzonata e sbagliata rincorsa al"federalismo" di stampo leghista. 

Anche quella Riforma vide grandi entusiasmi all'epoca del suo confezionamento salvo un  anno dopo cominciare a dirne peste e corna e oggi se cerchi uno che l'ha fatta e  votata non lo trovi! Tra quel federalismo velleitario e confuso e il centralismo di questa Riforma che riporta più della meta' delle competenze regionali nelle mani dei grandi e potentissimi  burocrati dei Ministeri c'è un equilibrato e moderno decentramento  capace di dare valore ai territori. Altrimenti a cosa servono Regioni piene di gente (ci abbiamo messo dentro anche il personale delle Province) costosissime e con sempre meno competenze? 

Queste sono solo due solide e concrete ragioni per votareNo ma ce ne sono anche altre che tanti esponenti del No hanno in questi mesi evidenziato.Quando han potuto. Perché la sproporzione dell'informazione TV a favore del Si è un altro valido motivo per impegnarsi, e per protestare in forme che dovremo trovare in fretta perché intanto il tempo passa.

Poi c'è' il tormentone della Legge elettorale. La cambiano o non la cambiano  e se la cambiassero quanto incide sulla Riforma? Io ragiono semplice, ho scritto finora che la cosiddetta Riforma costituzionale per me è pessima. Bene, resterebbe pessima anche se cambiassero la legge elettorale. Ma abbinata all'Italicum e' ancora peggio... Si,due   leggi diverse e brutte abbinate o separate sono sempre due leggi diverse e brutte.

Come penultima cosa, il destino del Governo. Conosco un altro premier che decise di giocarsi tutto in elezioni regionali (questo lo fa con un Referendum) perche'cercava un plebiscito su se stesso. Cosa sbagliatissima,allora come oggi. 

Infine l'argomento"fine del mondo": se vincerà' il No tutto si desertifichera' come dopo una bomba atomica...e per 20 e più anni non potremo fare un'altra Riforma. Ma questa è fantapolitica.

Poi ci sono gli argomenti  che il Pd ricopia  direttamente dal M5s: meno politici,meno poltrone,meno casta. E questi sono i più tristi soprattutto se a scriverli in enormi manifesti e' un partito politico.

La Rete che avevamo e abbiamo distrutto...

Recensione del libro di Paolo Rumiz  

" L'Italia in seconda classe"

Feltrinelli Editore.

 

Erano assai belli anche tutti gli altri libri di Rumiz, ma per me  "E' Oriente "  e "Annibale"  stavano in cima a tutti. Invece l'ultimo uscito sovverte il mio ordine di preferenze e si colloca decisamente in vetta. Sarà perchè io amo tantissimo il treno, i treni locali in particolare e le tante piccole stazioni, che mi affascina da sempre il reticolo di binari che mettevano in comunicazione vallate e paesi , culture e persone altrimenti disperse in un territorio orograficamente complesso.

Sarà che anch'io in altri modi o forme ho per vent'anni tentato di convincere la sinistra tutta che era il treno il nostro futuro ( e non il treno unico e superveloce) ma i tanti treni, e i molti “rami” nessuno dei quali andava fatto seccare. Che su ferro e non su gomma dovevano sempre più passare le merci e le persone, che saremmo diventati moderni ed europei solo così. Sarà per tutto questo che condivido in radice tutte le riflessioni che improvvise,brevi e di una chiarezza fulminate, si affacciano durante la cronaca di questo lungo viaggio in treno  ( oltre 7000 km) fatto da Rumiz e da un amico sconosciuto ( che ben presto si rivelerà essere Marco Paolini). E anche il sottotitolo " il treno,non l'aereo ,ha fatto l'Italia".

Ma  non è solo il racconto di un viaggio fatto in seconda classe e su tratte poco note..e'anche un libro molto politico, politico nell indicare una modalità di trasporto moderna e poco inquinante, politico quando spiega che avevamo una rete che l’europa ci invidiava e che poi piano piano abbiamo smantellato a favore dell’auto e del trasporto delle merci su gomma,politico nei valori che sa tirar fuori nei dialoghi con il personale di bordo e con i viaggiatori. Un libro che dice cose di sinistra,una volta tanto, e chiaramente. Commovente per l'umanità che sprigiona,per le relazioni umane autentiche che sa mostrare e per la descrizione di paesaggi splendidi  accanto alle feroci ferite subite dal territorio nel corso dei decenni.

Ma non andrò oltre, dovete leggerlo e poi starete un pò meglio ( o peggio) o forse come me vi arrabbierete per la cecità dimostrata da tanti governi e anche da quei pochi che ci hanno visti presenti.. Io provo a trascinarvi dentro il libro  con due piccole citazioni.. " è importante che lo sappiate,il treno viaggia solo a sinistra. Se cè doppio binario lui occupa rigorosamente quel lato.

Left,gauche,izquierda. Solo in casi specialissimi - lavori sulla linea,catastrofi - lo spostano a destra  per il tempo minimo necessario, L'operazione ha un nome tecnico preciso: "Binario illegale". Indica che la destra è una temporaneità così straordinaria da essere fuori legge...fantastico..."  E ancora un pò di dati caduti nell'oblio "  Sappiatelo italiani.  Nel 1890 il grosso della vostra rete era già ultimata. Una sfida pazzesca,per un paese pieno di montagne. Dietro a quella sfida, un idea grandiosa:federare le nostre diversità. Nel 1940 si raggiunge l'apice:42.000 km di rete,330 milioni di passeggeri,190milioni di tonnellate di merci trasportate. Il fischio del treno raggiungeva ogni sperduto paese. Poi vennnero il boom economico, la gomma e la dismissione delle linee. Guardo la carta ferroviaria di ora...disegna un corpo scarnificato,senza piùcapillari,ridotto alle sole arterie. Gli orari ferroviari di una volta erano enciclopedie...oggi sono opuscoli da ridere"  E' un libro politico perchè la politica, quella buona, vede la realtà e quando la trova assurda , disumana e ingiusta, fa di tutto e tutto il suo meglio per cambiarla. O almeno per darci elementi che ci aiutino a capire da dove passa il cambiamento strutturale del paese. Oggi in Italia passa ancora e sempre di più sul ferro per le merci e le persone,  sul riassetto idrogeologico e la messa in sicurezza nelle aree sismiche.

Opere civili e umane, relazionali e capaci di alzare la sicurezza della vita di tanti milioni di persone.Ancora in molte regioi mancano fognature,depuratori,ospedali,acqua corrente, scuole e case sicure...e un treno dei desideri.

maggio 2009

Sulle Unioni civili la posizione del"gruppo femminista del Mercoledi

 

Oggi non esiste più un solo tipo di famiglia. Innanzitutto, grazie alle donne che hanno lottato contro il suo involucro patriarcale e maschilista. Oggi esistono forme diverse di famiglie. Il DdlCirinnà, in discussione al Senato, ci sembra una prima registrazione, dopo anni di attesa, di questo cambiamento.  

A noi interessa che il Ddl Cirinnà vengaapprovato nella sua interezza, pur sapendo che ci sono questioni sulle quali è bene continuare a riflettere: d’altronde, la legge non regola tutto

Nello scorso novembrecome gruppo delle “Femministe del mercoledì”, abbiamo promosso un incontro intorno alle diverse scelte di vita e sulle relazioni d’amore, di maternità, di paternità. Un’occasione di scambio grazie al “paradigma della cura”, senza proporre una tesi, ma ascoltando le diverse esperienze, nominando desideri e paure individuali e collettive che spesso rimangono inascoltati nello spazio pubblico.  

In questa fase di così acuta incertezza, le relazionipossono tradursi in una rete solidale, in una risposta non chiusa, non difensiva alla crisi. Certo, la violenza che non è scomparsa dal rapporto tra i sessi e il conflitto nelle relazioni tra uomini e donne resta aperto.

Quanto all’omofobia alla discriminazione,minacciano chi ha un orientamento sessuale diverso dall’eterosessualità. Riconoscere valore a una coppia con un orientamento sessuale diverso dall’eterosessualità può indebolire questi mostri?

Le relazioni hanno al centro la materialità e la concretezza delle vite. Di qui l’importanza, nell’approvazione del testo Cirinnà, delle norme “sull’adozione del figlio del partner. E’ inaccettabile una cittadinanza di “seconda classe”nella quale si aggirano individui destinati alla sterilità e “figli” di nessuno. Uomini e donne ritenuti incapaci di generare e di educare. Bambini e bambine senza tutela, guardati con sospetto, portatori di una “macchia originaria”,come una volta lo erano i figli delle donne nubili.  

Il punto ha sollevato elementi controversi, legati alla “gestazione per altri” alla mercificazione del corpo femminile. Siamo consapevoli che “ilmondo non si regge solo sulle relazioni di potere, ricchezza, sfruttamento ma deve restituiresenso alla fragilità, al limite, alla responsabilità.

Con questa consapevolezza, così come abbiamo combattuto le storture della Legge 40sull’autodeterminazione delle donne, intendiamo tenere aperta la discussione sulla maternità e sul desiderio di paternità giacché le innovazioni tecniche e scientifiche, le diverse identità sessuali e i comportamenti (per esempio, di genitori single), ci parlano di una scena di relazioni di contesti famigliari completamente nuova.

Pensiamo ai genitori omosessuali, donne o uomini (le coppie lesbiche non sono la stessa cosa delle coppie gay), ai figli di genitori biologici sconosciuti, al tema delle adozioni.

Non tutto p essere regolato sul piano dei diritti oppure rimanendo ancorati a un’idea di “famiglia naturale” che nella realtà non esiste più come l’unica possibile.

Sono questioni da affrontare con un metodo di confronto aperto in termini simbolici, etici e giuridici – compreso il valore del matrimonio come rito, come sacramento, ma distinto dal “contratto” che si fa con lo stato. 

Quanto alla legge, deve tenere conto delle nuove domande, dei bisogni, di ciò che si muove nella società offrendo, comunque, tutele e sostegno a chi sceglie di mandare avanti un progetto di convivenza e di futuro.

E questo noi ci aspettiamo dal Ddl Cirinnà

Letizia Paolozzi Bianca Pomeranzi Bia Sarasini Rosetta Stella Stefania Vuoterini Elettra Deiana Fulvia Bandoli Marialuisa Boccia

 

 

 

 

 

 

 

voi governate ma non avete alcuna cultura di governo..,,,siete voi gli estremisti inconcludenti che in nome di uno sviluppo senza qualita' avete portato l Italia nel fango....

Sicuramente non sara' una riflessione lucida la mia perche' sento che la rabbia mi monta ad ogni giornale che leggo o trasmissione televisiva che sento. Ci hanno detto in tutti questi anni che eravamo ambientalisti fondamentalisti,troppo di sinistra e senza cultura di governo. Lo hanno detto esponenti politici di destra ora al governo, giornalisti di importanti giornali che oggi vedo scrivere di manutenzione del territorio con 25 anni di ritardo, e molti anche che ora stanno nel pd in posizioni di primo piano. Me lo dicevano anche dentro il mio partito , i ds, quando cone responsabile ambiente rompevo e rompevo per spiegare che la piu grande opera era la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e non la tav in val di Susa ( valle fragilissima e opera costosissima) non gli svincoli di cemento inutili, non i tombinamenti di fiumi e torrenti, non le aree artigianali in aree di esondazione, non i centri commerciali enormi che consumavano tanto territorio e mettevano in ginocchio le piccole e medie attivita' commerciali di tante citta' medio grandi. Che le merci dovevano andare su ferro sempre di piu' cosi non avremmo dovuto fare strade e strade che poi franano, che prevenire costava un decimo che risanare i danni dopo i disastri. che dovevamo fermarci con il consumo di territorio quindici o venti anni fa perche' il clima stava cambiando e la terra non assorbiva piu la quantita' di acqua che cadeva. Ma almeno adesso tacete per qualche settimana, abbiate il pudore che serve a chi molto ha sbagliato!Rispetto a voi io ho una strordinaria cultura di governo che poi significa sapere cio' che serve ad un paese e cio' che invece lo fa precipitare sempre piu in basso.Siete voi i fondamentalisti di uno sviluppo senza qualita' e senza lavoro e senza diritti. Siete voi che fovernate senza avere alcuna cultura di governo!

Sabato 27 libreria donne milano via calvi ore 18

 

Circolo della rosa

Circolo cooperativo Sibilla Aleramo - Libreria delle donne

Via Pietro Calvi, 29 - 20129 Milano

Tel.0270006265

info@libreriadelledonne.it www.libreriadelledonne.it

 

 

SABATO 27 settembre 2014 - ore 18.00

 

Si discute il libro

Il Parlamento non è un pranzo di gala (Rubbettino 2014)di Franca Chiaromonte e Antonia Tomassini

Franca Chiaromonte,

senatrice del PD per due legislature,

colpita nella parola, ha potuto svolgere pienamente la sua funzione attraverso

la relazione in Senato con Antonia Tomassini.

L’incontro sarà anche l’occasione per riprendere

la discussione sulla democrazia rappresentativa.

Chi e che cosa rappresenta?

Presenti le due autrici,

introducono Liliana Rampello e Fulvia Bandoli

 

 

 

Decidiamo in due massimo in tre...e gli altri non rompano le scatole...

Le firme per una legge di iniziativa popolare passano da 50.000 a 250.000 ( una follia) e aumentano anche quelle per proporre un Referendum, il Senato sara' non riformato ma stravolto e la legge elettorale Italicum se andra' avanti come e' stata presentata segnera' un altro arretramento... Tutti questi segni messi insieme danno la misura dell idea di democrazia che hanno Renzi e il suo governo che si regge su patto con Alfano e Berlusconi. In sostanza l idea e' decidiamo in due o tre massimo e se non ci state siete dei guastatori e non volete le riforme".

che si possano avere idee diverse, che si propongano soluzioni diverse da quelle sottoscritte dal duo berlusconi renzi non e' contemplato. E a questa impostazione servile aderiscono puryroppo giornali giornalisti e tv. Siamo circondati da riformisti frettolosi e che si credono infallibili. Ma purtroppo la mistificazione per ora e' passata, se non facciamo le riforme, queste riforme, dice il pd di Renzi, poi l Europa non ci concedera' la flessibilita' che chiediamo. Un nesso che non esiste, una patente mistificazione ma purtroppo a questo punto stiamo. 

quando ricominceremo a pensare con la nostra testa e a stare al merito e non agli annunci?

Vittorio Emiliani ieri scrive in poche righe quel che molte e molti pensano ma non osano dire

Da parte degli esponenti della maggioranza renziana i 16 (oggi un po’ di più) vengono trattati così: ricordatevi che Renzi ha avuto quasi il 41 % dei voti, che la grande maggioranza del Pd vuole le sue riforme (cioè Italicum e Senato ridotto, non più elettivo, ecc.), e quindi chi si oppone, “gufa” contro il presidente e il partito e, se insiste, deve ben rendersi conto di “opporsi alle riforme”. Una vulgata che viene ripresa – e questo è grave – pari pari da giornalisti della carta stampata e da conduttori di talk-show televisivi, diventando una sorta di verità conclamata. Non si entra quasi mai “nel merito” di quelle riforme né delle varie proposte in campo dando per scontato che quelle e soltanto quelle siano “le riforme”, che esse rappresentino un dato epocale rispetto al recente passato e che da esse dipenda il futuro della Nazione.

per favore non rifacciamo sempre la solita strada....

Vedo ripartire da varie parti la stessa discussione che si e' fatta a Sinistra dopo ogni elezione.... restiamo dove siamo o facciamo un nuovo partito? Ferrero invoca una Siryza italiana , altri  del suo partito che non vogliono sciogliere Rifondazione dicono invece che serve un grande partito comunista ( e non hanno ancora capito che il comunismo italiano e' stato glorioso e forte ma non e' ripetibile naturalmente e venticinque anni di tentativi  non li hanno ancora convinti...) altri ancora vorrebbero un partito socialista nell ispirazione di fondo, e infine Sel che ferita dalle ultime uscite di un gruppo di suoi parlamentari cerca si ritrovare una strada che da sola non potra' trovare.

io come tante e tanti di voi non ho ricette in tasca ma alcune cose posso dirle: sarebbe bene non rifare il dibattito stantio e poco interessante che abbiamo fatto altre volte, e che aveva sempre al centro il contenitore e non i contenuti, le forme organizzative e il percorso e le varie tappe piuttosto che una seria campagna di ascolto sociale a partire dalle persone che stanno soffrendo di piu' questa crisi gravissima. sarebbe anche utile che tutti e tutte coloro ( a partire da me ovviamente) che hanno gia' tentato di costruire soggetti politici con una fortuna moderata si mettessero un pochino di lato e fornissero solo idee se ne hanno ma non avessero incarichi ne responsabilita', che darei invece ad altre e altri meno  logori di quanto siamo noi.

io non rottamo altro che una parte di rifiuti e dunque non sto renzianamente dicendo che vanno rottamate le persone.... sto dicendo che il processo che soero parta dalla lista Tsipras e dai comitati territoriali e dai candidati che sono stati una risorsa vera di questa campagna elettorale va messo nelle mani di altre e altri, altrimenti nulla di buono potra' venirne fuori. 

sostenere Schulz in campagna elettorale e poi votare il conservatore Junker...

che socialisti europei e pd votino come presidente della Commissione europea ( quella che decide in sostanza le politiche europee) il conservatore Junker dopo aver sostenuto Schulz evidentemente non fa una piega.....stamattina l Unita' ne parla come se fosse una cosa normale.In cambio Schulz presiedera' parlamento europeo ( quello che conta meno del due di coppe quando la briscola e' bastoni....)

condivido pienamente la lettera di Fabio Mussi e la pubblico di seguito

Mussi (SEL): Lettera aperta a Migliore, Di Salvo, Fava e quanti sono
con loro o intendano seguirli.

Cari Gennaro, Titti, Claudio, e cari compagni che avete lasciato Sel o
che meditate di farlo, non vi dico delle telefonate, della delusione,
dello sgomento. Lo sapete certamente. In queste ore difficili non
smette di girarmi per la testa la nota frase di Talleyrand: "E' più
che un crimine, è un errore". Crimine no, siamo in tempi di scelte
politiche libere, non esistono fedeltà e tradimenti, e il senso di
comunità e appartenenza ognuno liberamente lo gradua. Ma un errore sì,
un errore grave, anche dal punto di vista degli argomenti vostri. Non
posso davvero credere che la ragione scatenante di una così pesante
decisione sia questa o quella frase pronunciata da Vendola o da
chicchessia. Farei torto alla vostra intelligenza e alla vostra
esperienza. La questione che è sul tavolo, come voi stessi affermate,
ha nome e cognome: si chiama Pd e governo.

Non trovo legittimo rappresentare Sel come un covo di estremisti;
trovo legittimo proporre che Sel sostenga il governo Renzi, e magari
confluisca nel Pd.
Non lo condivido, ma capisco si possa pensare che ciò cambierebbe
qualcosa negli assetti politici italiani. Credo che cambierebbe poco o
niente, se restasse l'asse tra Pd e Ncd di Alfano, e penso anche che
il "renzismo" non sia destinato a contenere l'Alfa e l'Omega di tutte
le italiane sinistre transatlantiche. Mi sarebbe piaciuto discuterne
apertamente, magari sul testo di una qualche mozione presentata al
nostro recente Congresso. L'avrei contrastata, comunque l'avrei
ritenuta e la ritengo una posizione legittima.

Ma voi, cari compagni, avete fatto tutt'altro: trasformando una
normale valutazione del gruppo su un provvedimento (il decreto degli
80 euro) in un'Autodafè, avete innescato un esodo di parlamentari
verso la maggioranza. E alla Camera, dove i numeri -anche grazie al
premio di maggioranza che esattamente i voti di Sel fecero scattare-
sono per il governo abbondantissimi.

A parte la tristezza per il Ritorno del Sempre Uguale, nella politica
e nella sinistra italiana, il fatto è politicamente ininfluente. Che
senso ha? Il risultato più probabile è che contino zero quelli che
vanno. E quelli che restano.

Di più: ho l'impressione che il Pd sia da questa mossa più imbarazzato
che entusiasta, e non solo nella sua ala sinistra.

Un errore politico. Una mossa priva di senso politico.

La legislatura durerà probabilmente fino al 2018. C'è tempo. Non
siamo, certo, in questi anni, riusciti a costruire la sinistra che
volevamo. Ma Sel ha più di un milione di voti, più di 40 parlamentari,
tanti valenti amministratori locali (e nessuno ha dimenticato il
contributo nostro alla scelta e alla elezione di Pisapia, Doria,
Zedda) che hanno aggiunto valore alla battaglia del centrosinistra.
Abbiamo aperto una interlocuzione con mondi importanti partecipando
alla impresa della lista "L'Altra Europa per Tsipras" (che ha fatto il
quorum). Uniti possiamo esercitare una funzione, stando
all'opposizione, con testa e cultura di governo (ma ça va sans dire,
verrebbe da sottolineare ad uno che viene dalla storia mia e di molti
di voi). Votando a favore di quel che ci piace e contro quello che non
ci piace. Potendo infine trarre un bilancio più serio e meditato
dell'azione del governo e del Pd nuova gestione.
Tanto più che, quando si formano partiti "della Nazione", per il bene
della Nazione medesima, qualora non ce ne fossero, bisognerebbe subito
fondarne altri: l'opposizione è una funzione essenziale del governo
democratico delle Nazioni.

Per quanto mi riguarda i risultati della legislatura si misureranno su
tre assi: occupazione e diritti del lavoro; livello di diseguaglianza;
condizioni etiche e democratiche della Repubblica. Passai
all'opposizione dei Ds quando Blair ne diventò la stella polare (e non
vi dico il mio sbalordimento nel vedermelo rivenduto vent'anni dopo
come l'ultima novità, persino dopo i bei risultati in Iraq). Non
aderii, con molti altri, al Pd, partendo dall'idea che è necessario
esercitare una più alta critica della globalizzazione e del
capitalismo finanziarizzato (ed eravamo alla vigilia della grande
crisi che ha investito il mondo come una tempesta, e riportato
l'Italia trent'anni indietro). E' vero che "solo i cretini non
cambiano mai idea", ma è vero anche che bisogna resistere almeno un
po' alla tentazione di cambiarla troppo spesso. Ma ora bisogna darsi
il tempo, agendo, di poter meglio valutare. Usando e non disperdendo
la forza, per quanto piccola, di cui disponiamo.

Posso sperare di convincervi a prendere almeno una piccola pausa di riflessione?

Vostro
Fabio Mussi