Notizie brevi

Imu tasi. Il giverno Renzi con gli immobili della chiesa continua l inganno...

Per favore non scambiamo l’inzerbinamento per un cambiamento di verso. Almeno sulla questione Chiesa.

Vittorio Emiliani ieri scrive in poche righe quel che molte e molti pensano ma non osano dire

Da parte degli esponenti della maggioranza renziana i 16 (oggi un po’ di più) vengono trattati così: ricordatevi che Renzi ha avuto quasi il 41 % dei voti, che la grande maggioranza del Pd vuole le sue riforme (cioè Italicum e Senato ridotto, non più elettivo, ecc.), e quindi chi si oppone, “gufa” contro il presidente e il partito e, se insiste, deve ben rendersi conto di “opporsi alle riforme”. Una vulgata che viene ripresa – e questo è grave – pari pari da giornalisti della carta stampata e da conduttori di talk-show televisivi, diventando una sorta di verità conclamata. Non si entra quasi mai “nel merito” di quelle riforme né delle varie proposte in campo dando per scontato che quelle e soltanto quelle siano “le riforme”, che esse rappresentino un dato epocale rispetto al recente passato e che da esse dipenda il futuro della Nazione.

SONO I BANCHIERI I NUOVI BANDITI...

I nuovi peggiori banditi internazionali e nazionali sono i Banchieri, scrive Rampini nel suo nuovo,libro appena uscito. Concordo, vero verisssimo. Speculazioni, rendite mobiliari e immobiliari,assicurazioni, affari di ogni genere, guadagni enormi e incursioni corsare in tutti gli affari meno trasparenti. Banditi veri.

Ma la domanda alla quale dovremmo provare a trovare una risposta e' solo una, dato che sappiamo da tempo che i banchieri sono i nuovi banditi  e che ne conosciamo anche i nomi ( almeno di parecchi di loro) e dato che sappiamo anche che alla base della crisi ce' in buona parte l'operato sciagurato  di diverse banche d affari mondiali..., come li colpiamo? con quali strumenti li neutralizziamo?
E una seconda riflessione riguarda il sistema liberista che ha consentito a costoro di nuotare in un acqua torbida e di nascondersi alle regole, alle leggi e ai principi etici che dovrebbero sottendere l operato del credito, se fosse un diritto democratico come dovrebbe essere. dunque perseguiamo questi banditi, non scriviamo solo libri meritori.

Dopo la manifestazione sulla Costituzione mi sono vista ...perché' sono masochista e l avevo registrata...

Si mi sono vista l one man show di Renzi da Bari,perché' bisogna sempre ascoltare prima di dire e perché non riesco a parlare di ciò' che non ho Sentito direttamente. parto dalla come si dice?...parto dalla location e dalla scena..tutto buio intorno come quando salta un acrobata..tutto buio  e lui illuminatissismo ed elegante su una pedana circolare con leggio, ma non legge, passeggia su e giù' leggero. Molto Leggeri anche i contenuti, molto buon senso ma non sempre, tanti esempi di buone pratiche ma nessuna scelta vera....il messaggio più' forte e' che abbiamo perso venti anni e lui invece non perderà' neppure un minuto. Che manterrà' tutti gli impegni anche se non ne ha presi molti. Rixontrattare alla radice  con l Europa le politiche finanziarie ed economiche? No questo no. Redistribuire le risorse? Neppure. Applicare la Costituzione e non dar corso al presidenzialismo? Nemmeno. Insomma nessuna emozione almeno per me e nessun sussulto di interesse. Ho ascoltato tutto con attenzione ma non ho trovato nulla della cultura politica di una Sinistra come l ho sempre pensata.

Piccola precisazione su Paestum 2013 assemblea femminismo italiano svolta si il 4/5/6 ottobre scorso

Per chiarire che forse e’ utile. Sono io ad avere posto un problema sia nel gruppo e poi in assemblea sulla questione di come stare accanto nella relazione e nella pratica a Giusy Nicolini la Sindaca di Lampedusa, una donna di fronte ad una delle più grandi contraddizioni dello sviluppo attuale del mondo, le migrazioni e i diritti delle e dei migranti. In primo luogo mi sono posta ed ho posto a tutte una domanda…come mai non abbiamo, se non in pochissime, firmato il Referendum radicale che proponeva la modifica radicale della legge Bossi Finì? Ci siamo distratte? Non ne abbiamo capito l intreccio che esso ha con le vite di tantissime donne e dei loro figli? Ci siamo fatte fermare dal fatto che erano proposti dai radicali o dal fatto che Berlusconi ne aveva firmati alcuni, quelli sulla giustizia in particolare? Fatto sta che tutti i referendum proposti dai radicali, ben 11, hanno raccolto le firme necessarie, il dodicesimo, quello sulla Bossi Finì e’ invece fallito e non ha raggiunto le firme necessarie. Ho detto poi in assemblea che penso che il femminismo e le sue pratiche dovrebbero esse in grado di fare incursioni anche su terreni non immediatamente suoi perché’ ritengo questa una esigenza pressante. Dopo di che non ho proposto e non ritengo che la risposta sia un ordine del giorno improvvisato che esca alla fine di una assemblea come quella che era in corso ieri.Altre lo hanno proposto e da li e’ nata la discussione. Quel che penso io e’ che dalla riflessione fatta ogni donna e ogni gruppo femminista presente a Paestum dovrebbe da oggi provare a trovare modi e pratiche sue proprie per intrecciare una relazione con la sindaca di Lampedusa ( alcune già’ lo fanno)…e riflettere su come mai ci sia passato davanti il treno del referendum sulla Bossi Finì e non si sia riuscite, se non in pochissime, a vederlo. Dopo la tragedia di Lampedusa tante hanno urlato contro la Bossi Finì e l assurdità del reato di immigrazione che essa introduce, ma non abbiamo saputo riconoscere lo strumento adatto a cambiarla. Questa la sostanza della mia opinione e delle cose che ho detto. Grazie a tutte

Centrosinistra illusione ottica....

Lo chiedo a me stessa da tempo e anche ai miei compagni e compagne di sel che continuano a parlarne come se ci fosse, ma dove lo vedete voi il centrosinistra se da oltre due anni il PD sta in governi larghe intese con pdl e oggi ha deciso che ci sta un altro anno o due? Non c'è e non si palesa in alcun modo. Non sarebbe meglio partire da qui?

Congresso Sel, anche quelle approvate oggi sono regole che non incentivano la partecipazione...un muro quasi invalicabile...male

Dunque non 1050 ma 650 firme, non 15 giorni ma 19... Piccole correzioni che però' lasciano nella sostanza intatta la difficoltà' estrema a presentare anche solo un emendamento al documento politico che sarà' alla base del Congresso di SeL. Non mi pare sia stata accolto nella sostanza l appello di oltre 400 iscritti che chiedevano un mese di tempo, e qualche centinaio di firme al massimo. Bisognava stabilire soglie possibili sia per le mozioni alternative sia soprattutto per gli emendamenti ma evidentemente non ce' stata la volonta' politica e la sensibilita' per farlo.Inoltre se il documento politico definitivo presentato oggi 28 settembre alla assemblea nazionale sarà' reso pubblico solo domani o dopodomani, almeno siate così cortesi da far decorrere i giorni di tempo da quella data e non da oggi..

Da Sel mi aspetto regole congressuali trasparenti e praticabili e non una invalicabile muraglia cinese..e mi pare da quanto ricevo che non sia solo una mia aspettativa..

Si discute tanto sui giornali del PD dello scontro sulle regole che dovrebbero caratterizzare prossimo congresso di quel partito. Anche Sinistra EcologiaLiberta farà il suo congresso a gennaio credo, ma delle regole che guideranno il nostro Congresso si discute poco o niente. Io mi sono dimessa dagli organismi dirigenti di Sel perché' a torto o a ragione mi pareva di riscontrare un difetto di democrazia insopportabile e una gestione chiusa e impermeabile a qualsiasi opinione differente. Dunque non essendo dentro alcun organismo non ho notizie certe ma posso avanzare qualche opinione preventiva. Il documento di base che ci porta al congresso dovrebbe essere fatto da un gruppo di persone elette e poi sottoposto alla assemblea nazionAle e non essere presentato già' bello e pronto da tutto il gruppo dirigente uscente... la possibilità' di fare un documento alternativo o emendamenti sostitutivi andrebbe garantita assolutamente con tempi ragionevoli e modalità' praticabili ( insomma se per esempio mi dici che per fare un documento alternativo devo raccogliere il dieci per cento delle firme degli iscritti a SeL significa che mi metti davanti un percorso impossibile oltre che senza democrazia...lo stesso vale anche per gli emendamenti se per presentare un emendamento devo raccogliere centinaia di firme ...). Se poi dopo aver fatto puta caso regole così invalicabili da sembrare un muraglia cinese mi dici anche che il congresso di Sel lo vuoi aperto e partecipato...allora vuole dire che mi stai prendendo davvero in giro. detto questo spero di sbagliarmi come capita a tutti e di trovarmi il giorno dopo l assemblea nazionale del mio partito con regole trasparenti e condivisibili e che diano a ogni iscritto/a e anche ai nostri elettori il modo di far valere e sentire il loro accordo o il loro disaccordo. Io ho alle spalle una lunga militanza politica prima nel pci poi nei Ds. Spesso si dice che c era poca democrazia in quei partiti e in effetti anche a me a volte sembrava così, eppure da diversi anni, da quando il personalismo si è impossessato di tanta parte della politica e dei partiti, mi trova a rimpiangere quelle regole...regole attraverso le quali uno dei miei maestri, Pietro Ingrao, riusciva sempre a manifestare le sue opinioni Attraverso emendamenti significativi che spesso animavano i congressi di sezione o provinciali...e come lui molti altri e altre. 

Nota  1

Mi sono andata a rivedere il regolamento congressuale del nostro primo Congresso nel 2010 e questo era l art 1, molto restrittivo come si può notare e lo si giustifico' dicendo che si trattava del congresso fondativo ...ma adesso dopo tre anni non siamo più al congresso fondativo e sarebbe il caso di dare, per la prima volta da quando siamo nati ,un esempio del fatto che non abbiamo paura di confrontarci anche su proposte tra loro diverse ...

Art. 1 – Presentazione del documento congressuale.

Il 1° Congresso di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ si svolgera' su un documento politico – “Manifesto Fondativo” emendabile, senza che ciò determini alcuna forma di rappresentanza negli organismi dirigenti.

Non è prevista la presentazione di documenti alternativi o di emendamenti che si configurino come tali.

 NOTA 2

oggi mi è arrivata una mail promossa da 17 circoli e da oltre 150 iscritti che mi pare chiedano cose analoghe, speriamo ci sia una disponibilità' all ascolto, sarebbe un dato importante. La pubblico qui di seguito


RICHIESTA TECNICA PER L’ORGANIZZAZIONE DEL CONGRESSO NAZIONALE DI SEL A:

FABIO MUSSI Presidente della Presidenza nazionale di SEL
A TUTTI I COMPONENTI DELLA PRESIDENZA NAZIONALE

22/09/2013

Noi, Federazioni Provinciali di SEL, Circoli e singoli iscritte/i, siamo profondamente convinti della necessità di un forte rinnovamento del MODO di fare politica, che dovrà caratterizzare SEL nel futuro.
Pensiamo che alcuni elementi organizzativi relativi, ad esempio, al modo di prendere le decisioni, alla definizione delle responsabilità o allo svolgimento del congresso stesso, siano elementi fondamentali per dare una spinta di rinnovamento non solo a SEL, ma a tutta la sinistra.
Partecipazione reale, capacità di ascolto, apertura, inclusione, rinnovamento già e soprattutto a partire dalle regole del prossimo congresso sono fattori fondamentali, dal nostro punto di vista, per evitare a SEL una pericolosa deriva autoreferenziale o la sua definitiva immolazione sull’altare del ‘ceto’ partitico.
In questo senso, proprio gli attuali organi dirigenti hanno il dovere di evitare una deriva di questo tipo e crediamo che sia compito degli stessi organi dirigenti produrre uno sforzo difficile, ma fondamentale per la sopravvivenza del partito, nel sottoporre alla discussione degli iscritti e dei circoli, ben prima del Congresso, proposte di gestione partecipative del congresso stesso. 
Per questi motivi prendendo a riferimento gli articoli 1, 5, 9 del Regolamento del primo congresso, che impediscono, a nostra avviso, un reale coinvolgimento della base, i sottoscrittori di questo documento chiedono ai membri della Presidenza, che nel prossimo congresso nazionale di SEL sia possibile:
• presentare più documenti congressuali. 
• Individuare la modalità per coinvolgere quanti più simpatizzanti possibile, facendoli sentire quanto parte dei lavori congressuali di SEL pur non concedendo loro il diritto di voto. 
• Superare, una volta per tutte, il meccanismo di lista bloccata anche nel caso di liste alternative e introdurre un sistema proporzionale con voto di preferenza.
Chiedono altresi che vengano proposti ai circoli, prima del congresso, differenti metodi partecipativi per la gestione del congresso tra cui scegliere e che venga costituito comunque, in fase congressuale, un tavolo di lavoro sui metodi partecipativi per la gestione futura del Partito, il cui documento finale, dopo l’approvazione congressuale, diventi vincolante per il partito stesso.
Certi di una vostra risposta,
FEDERAZIONE SEL DI AREZZO 

50 anni fa il Vajont, vuote commemorazioni se non seguono i fatti.

A 50 anni dalla tragedia del Vajont, e dalle moltissime altre frane e alluvioni devastanti e mortali, siamo ancora qui a dirci che la più urgente e grande opera pubblica di cui ha bisogno l Italia sarebbe la messa in sicurezza del territorio unitamente al riassetto idrogeologico...un insieme enorme di opere piccole e medie, di manutenzioni estese che darebbero lavoro a quelle molte piccole e medie imprese che da edili e di costruzione si dovrebbero riconvertire in imprese di manutenzione e cura del territorio. Ma provate a dirlo a questo governo, o a molte regioni e comuni governati purtroppo anche dal centrosinistra...a parole vi diranno che e' vero ma nei fatti e nei loro piani regolatori continueranno a prevedere altre case quando in Italia ce ne sono un milione e mezzo di vuote,altri centri commerciali che sfasciano il commercio e il tessuto connettivo dei quartieri che vedono chiudere tanti piccoli e mesi esercizi. Noi celebriamo tutti gli anniversari come oggi quello del Vajont e il giorno dopo, come se il nostro cervello fosse a compartimenti stagni ci dimentichiamo coerenza, principi, sicurezza dei cittadini e cura del territorio. Io voglio una politica che sia capace di far seguire alle parole i fatti, sono stanca delle commemorazioni E anche di chi le fa.

Alcuni stupratori asiatici chiamano diritto sessuale la violenza e lo stupro su di una donna...le parole fuori dal loro senso.

10 settembre 2013
A - A

Un uomo su quattro in sei Paesi asiatici ammette di avere stuprato una donna. È quanto emerge dai nuovi studi su stupro e violenze condotti da esperti internazionali e sponsorizzati da alcune agenzie delle Nazioni unite e dai governi di Australia, Regno Unito, Norvegia e Svezia. I risultati delle ricerche sono stati pubblicati nella rivista Lancet Global Health. Alcuni ricercatori maschi hanno intervistato più di 10mila uomini in Bangladesh, Cina, Cambogia, Indonesia, Sri Lanka e Papua Nuova Guinea. La parola "stupro" non è mai stata usata, ma agli uomini è stato chiesto se avessero mai costretto una donna ad avere un rapporto sessuale anche se lei non lo voleva oppure se avevano mai fatto sesso con una persona che era troppo ubriaca o drogata per potere acconsentire. Tra il 6 e l'8% degli uomini ha ammesso di avere stuprato una donna e la percentuale è salita a un range compreso fra il 30 e il 57% se venivano incluse mogli e fidanzate.

 

Il tasso di stupro più basso tra i sei Paesi presi in considerazione nello studio è stato registrato in Bangladesh e in Indonesia, mentre il più alto in Papua Nuova Guinea. Più del 70% degli uomini che hanno ammesso di aver costretto una donna a un rapporto sessuale ha spiegato di averlo fatto per «diritto sessuale». In quasi il 60% dei casi gli uomini affermano che erano annoiati o volevano divertirsi, mentre nel 40% dei casi gli aggressori erano arrabbiati o volevano punire la vittima. Soltanto la metà degli uomini dice di essersi sentita in colpa e solo il 23% è stato imprigionato in relazione allo stupro. I precedenti studi sull'argomento erano stati realizzati in Sudafrica, dove quasi il 40% degli uomini avrebbe stuprato almeno una donna. «È chiaro che le violenze contro le donne sono molto più diffuse tra la popolazione di quello che pensassimo», ha affermato Rachel Jewkes del Consiglio di ricerca medica del Sudafrica, la quale ha guidato i due studi. Gli autori delle ricerche hanno sottolineato che non è chiaro se i dati siano simili in altre parti dell'Asia e nel resto del mondo.

 

Tra i fattori che potrebbero avere influenzato la situazione nei Paesi presi in considerazione, spiegano gli scienziati, ci sono gli atteggiamenti sessuali radicati, povertà e abusi emozionali o fisici subiti nell'infanzia. «Il problema è scioccante, dovunque abbiamo guardato abbiamo visto aggressioni su compagne, persecuzioni e violenze sessuali», ha commentato Michele Decker, professore alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, che ha scritto il commento agli studi. «Lo stupro - ha aggiunto - non avviene soltanto quando qualcuno punta un'arma contro la testa della donna». Secondo un precedente rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), un terzo delle donne in tutto il mondo afferma di avere subìto violenze domestiche o sessuali.

Oggi domenica 8 settembre al centro Congressi di via Frentani per discutere di Costituzione con Rodota' Landini Ciotti Zagrebelsky e Carlassarre.

Comunicato stampa

 

   

1. Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione. La difesa della Costituzione non è uno stanco richiamo a un testo scritto tanti anni fa. Non è un assurdo atteggiamento conservatore, superato dai tempi. Non abbiamo forse, oggi più che mai, nella vita d’ogni giorno di tante persone, bisogno di dignità, legalità, giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata alla Costituzione? Non abbiamo bisogno d’una profonda rigenerazione bonificante nel nome dei principi e della partecipazione democratica ch’essa sancisce?

Invece, si è fatta strada, non per caso e non innocentemente, l’idea che questa Costituzione sia superata; che essa impedisca l’ammodernamento del nostro Paese; che i diritti individuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico; che la solidarietà sia parola vuota; che i drammi e la disperazione di individui e famiglie siano un prezzo inevitabile da pagare; che la partecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli; che il governo debba essere solo efficienza della politica economica al servizio degli investitori; che la vera costituzione sia, dunque, un’altra: sia il Diktat dei mercati al quale tutto il resto deve subordinarsi. In una parola: s’è fatta strada l’idea che la democrazia abbia fatto il suo tempo e che si sia ormai in un tempo post-democratico: il tempo  della sostituzione del governo della “tecnica” economico-finanziaria al governo della “politica” democratica. Così, si spiegano le “ineludibili riforme” – come sono state definite –, ineludibili per passare da una costituzione all’altra.

La difesa della Costituzione è dunque innanzitutto la promozione di un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. È un impegno, al tempo stesso, culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura della posta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibile raggiungere e mobilitare. Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa.

2. Eppure, per quanto si sia fatto per espungerla dal discorso politico ufficiale, nel quale la si evocava solo per la volontà di cambiarla, la Costituzione in questi anni è stata ben viva. Oggi, ci accorgiamo dell’attualità di quell’articolo 1 della Costituzione che pone il lavoro alla base, a fondamento della democrazia: un articolo a lungo svalutato o sbeffeggiato come espressione di vuota ideologia. Oggi, riscopriamo il valore dell’uguaglianza, come esigenza di giustizia e forza di coesione sociale, secondo la proclamazione dell’art. 3 della Costituzione: un articolo a lungo considerato un’anticaglia e sostituito dall’elogio della disuguaglianza e dell’illimitata competizione nella scala sociale. Oggi, la dignità della persona e l’inviolabilità dei suoi diritti fondamentali, proclamate dall’art. 2 della Costituzione, rappresentano la difesa contro la mercificazione della vita degli esseri umani, secondo le “naturali” leggi del mercato. Oggi, il dovere tributario e l’equità fiscale, secondo il criterio della progressività alla partecipazione alle spese pubbliche, proclamato dall’art. 53 della Costituzione, si dimostra essere un caposaldo essenziale d’ogni possibile legame di cittadinanza, dopo tanti anni di tolleranza, se non addirittura di giustificazione ed elogio, dell’evasione fiscale. Ecco, con qualche esempio, che cosa è l’idea di società giusta che la Costituzione ci indica.

Negli ultimi anni, la difesa di diritti essenziali, come quelli alla gestione dei beni comuni, alla garanzia dei diritti sindacali, alla protezione della maternità, all’autodeterminazione delle persone nei momenti critici dell’esistenza, è avvenuta in nome della Costituzione, più nelle aule dei tribunali che in quelle parlamentari; più nelle mobilitazioni popolari che nelle iniziative legislative e di governo. Anzi, possiamo costatare che la Costituzione, quanto più la si è ignorata in alto, tanto più è divenuta punto di riferimento di tante persone, movimenti, associazioni nella società civile. Tra i più giovani, i discorsi di politica suonano sempre più freddi; i discorsi di Costituzione, sempre più caldi, come bene sanno coloro che frequentano le aule scolastiche. Nel nome della Costituzione, ci si accorge che è possibile parlare e intendersi politicamente in un senso più ampio, più elevato e lungimirante di quanto non si faccia abitualmente nel linguaggio della politica d’ogni giorno.

In breve: mentre lo spazio pubblico ufficiale si perdeva in un gioco di potere sempre più insensato e si svuotava di senso costituzionale, ad esso è venuto affiancandosi uno spazio pubblico informale più largo, occupato da forze spontanee. Strade e piazze hanno offerto straordinarie opportunità d’incontro e di riconoscimento reciproco. Devono continuare ad esserlo, perché lì la novità politica ha assunto forza e capacità di comunicazione; lì si sono superati, per qualche momento, l’isolamento e la solitudine; lì si è immaginata una società diversa. Lì, la parola della Costituzione è risuonata del tutto naturalmente.

3. C’è dunque una grande forza politica e civile, latente nella nostra società. La sua caratteristica è stata, finora la sua dispersione in tanti rivoli e momenti che non ha consentito di farsi valere come avrebbe potuto, sulle politiche ufficiali. Si pone oggi con urgenza, tanto maggiore quanto più procede il tentativo di cambiare la Costituzione in senso meramente efficientistico-aziendalistico (il presidenzialismo è la punta dell’iceberg!), l’esigenza di raccogliere, coordinare e potenziare il bisogno e la volontà di Costituzione che sono diffusi, consapevolmente e, spesso, inconsapevolmente, nel nostro Paese, alle prese con la crisi politica ed economica e con la devastazione sociale che ne consegue.
Anche noi abbiamo le nostre “ineludibili riforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione, non per cambiarla.

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Incartati come non mai....

Berlusconi condannato e il pdl tentato di far cadere il governo , Pd voterà' decadenza Berlusconi ma con il fiato sospeso perché' se cade questo governo sono terrorizzati di tornare al voto con questa legge ( che del resto non hanno fatto nulla per cambiare perche' nei mesi scorsi hanno messo davanti la riforma della Costituzione e il presidenzialismo....preveggenti assai...), Grillo improvvisamente vuole andare al voto subito anche con Porcellum perché' ha capito anche lui, come i capi di PD e pdl, che questa legge conviene ai capi appunto,che tutto decidono ,dalle candidature alle liste bloccate. In mezzo a tutto questo precipita ancora disoccupazione, mancano risorse per servizi primari, non si sa cosa accadrà' a esodati e pensionati e precari, ne su Imu e IVA. Quelli che non ho menzionato, lega e SeL che stanno alla opposizione di questo governissimo, non capisco bene cosa stiano proponendo. Intanto "scende in campo" Renzi come si usa dire da Berlusconi in poi....e sono in molti quelli che scommettono tutto sul cavallo vincente come l hanno chiamato in tanti. Se il cavallo ha una idea dell europa,un programma e una idea dell Italia e del suo sviluppo, cosa abbia in mente su giustizia sociale ,equità' , lavoro, diritti, scuola, ambiente ,diritti civili e precari e pensioni e via e via non lo chiedono e non lo sanno....ma vogliono vincere e sono convinti che lui li farà' vincere. E questo pare che basti. E io in un quadro del genere mi sento assolutamente fuori dalla cornice. L unica cosa giusta mi pare la manifestazione convocata da Landini e Rodota' su di un contenuto preciso: contro il presidenzialismo e i colpi di mano per modificare la Costituzione. 

Il senno del poi....

Che Berlusconi avesse vari processi pendenti e che  l eventualità' di una condanna  fosse da mettere nel conto non ci voleva la zingara per capirlo....dunque quando avete fatto il governo PD pdl, scelta già' discutibilissima, almeno dovevate pretendere che in pochi mesi la prima cosa da fare fosse una nuova legge elettorale perché' se il pdl staccava la spina almeno avremmo avuto le condizioni per potere tornare al voto....invece avete detto che bisognava cominciare dalla Costituzione e dalla forma di governo...e poi solo dopo la legge elettorale. Preveggenti davvero. Ora Davanti all ipotesi che Berlusconi possa fare cadere il Governo e che Napolitano non mandi il paese al voto con il Porcellum che farete? Cosa vi inventerete? Per il momento  dite che Letta deve andare avanti, e dunque il fatto di non avere fatto nuova legge elettorale diventa la migliore assicurazione per governo larghe intese...anche se questo governo poco ha fatto o nulla e la condizione dell Italia peggiora per milioni di persone. Che Grillò ieri abbia detto che era meglio andare al voto con questa legge subito vi ha fatto inorridire , e in effetti la posizione di Grillo e' curiosa, ma a ben vedere solo fino ad un certo punto...perché' una legge elettorale come il Porcellum piace parecchio a tutti i capi partito o capi di coalizione ( che se la tengono stretta da oltre 7 anni) perché ' permette loro di decidere tutto e attribuisce un premio di maggioranza spropositato. dunque piace al pdl e al PD e anche a Grillo. E forse questa e' la vera ragione del perché' non l avete cambiata, anteponendo gli interessi vostri a quelli del paese e di un rapporto più democratico tra eletti ed elettori. Insomma l imbuto politico nel quale siamo entrati pare non avere vie d uscita,per ora.

Boccia non finisce di stupirci...

E così ieri chi ha avuto tempo e santa pazienza si è' letto come ho fatto io il contributo congressuale dell on Boccia al probabile congresso del PD. Quello che più mi ha colpito non sono le sue posizioni assurde sui diritti civili e sul pericolo di relativismo, che già' mi pareva di conoscere....e neppure alcune ipotesi e proposte francamente mutuate dal liberismo che tutti conosciamo, no. Quello che più mi ha colpito e' il linguaggio strascicato, finto giovane, sbarazzìno ma non autentico , e a tratti piuttosto volgare. Certo da una persona che pur essendo da 6 anni  in parlamento  non sa ancora che gli f35 sono aerei da combattimento e non elicotteri cosa dovevamo aspettarci mi hanno detto alcuni. E capisco che la svista e' grossa. Ma trovare scritto in un contributo congressuale il termine " compagni di merenda" riferito al alcuni dirigenti del proprio partito e ai loro amici mi ha fatto letteralmente cadere le braccia. Venivano definiti così i compari ,o i complici a seconda dei punti di vista,di Pietro Pacciani, quello che per molti anni fu additato come il mostro di Firenze. Forse Boccia non sa neppure questo altrimenti dubito che avrebbe usato una espressione così volgare. Ma la domanda e' un altra....se Boccia pensa di stare dentro Un partito dove ci sono compagni di merende forse dovrebbe cercarsi  un altra casa.